L’anestesia dal dentista: la guida definitiva

È grazie a William Morton, un odontoiatra statunitense, se oggi possiamo sedere sulla poltrona del dentista senza troppe preoccupazioni. E, soprattutto, senza gridare dal dolore ogni volta che dobbiamo liberarci di una carie o svolgere operazioni più impegnative. Questo signore così importante per la storia della medicina è infatti l’inventore dell’anestesia, uno strumento fondamentale che permette di eseguire trattamenti complessi (e non solo) in completa sicurezza e comfort. 

In questo articolo risponderemo alle domande che più spesso riceviamo in studio: cos’è l’anestesia, quante e quali tipologie esistono, per quali interventi è richiesta.

Cos’è l’anestesia odontoiatrica?

L’anestesia è l’insieme di tecniche farmacologiche che bloccano temporaneamente la percezione del dolore a livello di un’area del corpo (o, più raramente, di tutto l’organismo).

Nel nostro settore l’obiettivo è semplice: consentire al dentista di lavorare con precisione, mentre il paziente rimane sereno e collaborante.

I suoi vantaggi? Oltre a quello più importante, cioè il controllo del dolore, l’anestesia ci aiuta a ridurre l’ansia: sapere di non sentire dolore scioglie gran parte della tensione emotiva e permette di affrontare meglio un’operazione – o un qualsiasi intervento dentistico. 

Ma l’anestesia non serve solo a evitarci dolori e fastidi: essa garantisce anche una maggiore precisione operativa. In assenza di movimenti di riflesso o scatti improvvisi, il dentista può operare in modo più accurato e rapido

Inoltre, un trattamento indolore aumenta la fiducia nel professionista e spinge il paziente a non rimandare le cure future. Si tratta di un ottimo strumento di prevenzione. 

Le principali tipologie di anestesia dentale

Quello che forse non sai è che esistono numerose tipologie di anestesia, oltre a quella locale o totale. 

L’anestesia topica, sotto forma di spray o gel, viene applicata sulla mucosa per intorpidirla prima dell’iniezione o di manovre superficiali. Questo anestetico delicato viene usato solitamente per interventi superficiali, come la detartrasi profonda o il curettage gengivale leggero. Ma anche prima di procedere con un’anestesia infiltrativa, per addormentare la zona in cui verrà somministrata l’iniezione. 

L’anestesia infiltrativa locale è una piccola iniezione vicino al dente da trattare. Da qui l’anestetico si diffonde nelle terminazioni nervose periferiche. Risulta adatta per lavorare su otturazioni, ricostruzioni, devitalizzazioni di incisivi e premolari.

L’anestesia tronculare (o loco-regionale) prevede il deposito dell’anestetico in prossimità di un tronco nervoso principale: in questo modo, “spegnerà” più denti di un’intera arcata. Può essere utilizzata per estrazioni di molari inferiori o per interventi di chirurgia implantare estesa.

L’anestesia intraligamentosa e quella intrapulpare consistono in microiniezioni a pressione all’interno del legamento parodontale o della camera pulpare. Vengono utilizzate in situazioni in cui l’anestesia classica non “prende” (come nel caso di ascessi o denti molto infiammati).

Durante la sedazione cosciente, prodotta attraverso protossido d’azoto e ossigeno, il paziente inspira attraverso una mascherina. Resta sveglio, ma in stato di rilassamento. Si usa in genere su pazienti molto ansiosi, bambini o interventi mediamente lunghi.

L’anestesia generale prevede infine l’uso di farmaci endovenosi e inalatori che inducono il sonno profondo con controllo delle funzioni vitali da parte dell’anestesista. Si usa durante operazioni complesse di chirurgia maxillo-facciale, su pazienti non collaboranti o con disabilità gravi.

Vuoi sapere una curiosità?

Gli anestetici moderni (articaina, lidocaina, mepivacaina) hanno tempi d’azione calibrabili tra i 30 minuti e le 3 ore, con profili di sicurezza elevatissimi.

Le domande che sentiamo più spesso

“Sentirò la puntura?”
Grazie all’anestesia topica e a sottilissimi aghi atraumatici, la sensazione è minima e dura un secondo.

“Quanto dura l’effetto?”
In media 1-2 ore. In caso di interventi lunghi possiamo ri-iniettare piccole dosi per mantenere il comfort.

“Ci sono controindicazioni?”
Rarissime. Segnalateci allergie note, cardiopatie, gravidanza o terapie anticoagulanti: adatteremo il protocollo (utilizzando, per esempio, anestetici senza vasocostrittore).

“Posso guidare dopo?”
Sì, se avete ricevuto solo anestesia locale. Se invece vi siete sottoposti a sedazione cosciente o anestesia generale, è necessario farsi accompagnare e riposare qualche ora.

Alcuni consigli pre e post anestesia

Mangiare qualcosa di leggero un paio d’ore prima potrebbe aiutarti a sconfiggere l’ansia: il cortisolo, l’ormone dello stress, può infatti aumentare quando lo stomaco è vuoto, contribuendo a sensazioni sgradevoli di nervosismo e ansia. Evita però di consumare pasti abbondanti.

Evita anche alcol e fumo nelle 24 ore successive: possono ritardare la guarigione.

Un’altra cosa a cui dovresti prestare attenzione dopo un’anestesia è questa: non mordicchiare la guancia finché c’è intorpidimento. Potresti ferirti senza accorgertene.

Se l’intorpidimento persiste oltre le 6 ore, o se avverti gonfiore eccessivo, contattaci subito. 

Hai bisogno di noi ora?

Quonky lavora con passione e dedizione per garantire che ogni paziente possa sorridere con fiducia – e senza dolore.
Se vuoi richiedere maggiori informazioni o prenotare una consulenza, chiamaci al numero 0362 506837. Siamo a tua completa disposizione.